Tramite i miei occhi
Questo libro non consola.
Non spiega.
Non chiede comprensione.
Dice una cosa semplice e scomoda: il mondo non è pensato per te.
E non ha nessuna intenzione di fermarsi.
Dentro c'è una vita attraversata senza scorciatoie: una famiglia che ha lasciato sbagliare, una scuola che non ha aspettato, relazioni che non hanno salvato, istituzioni che aiutano ma spesso trattengono, parole "giuste" che immobilizzano più dei muri. C'è l'autonomia vera, quella che non si applaude. C'è la frustrazione quotidiana, quella che non fa notizia. C'è l'ironia come forma di resistenza intelligente.
Qui la disabilità non è un simbolo.
Non è una lezione.
Non è un alibi.
È una condizione dentro il mondo reale, raccontata senza retorica, senza eroismi e senza politicamente corretto. Con lucidità, sarcasmo e una verità che resta addosso.
Questo libro non ti dirà che "andrà tutto bene".
Ti dirà come si fa a funzionare anche quando non va.
Perché nessuno ti deve niente.
E se lo accetti davvero, smetti di aspettare
e inizi a vivere.
Un libro per chi è stanco delle storie edificanti,
per chi diffida delle buone intenzioni,
per chi preferisce una verità scomoda
a una bugia gentile.
Non promette salvezza.
Promette chiarezza.