In una Venezia estiva, splendida e malsana, attraversata dal presagio della peste, Gustav von Aschenbach, scrittore celebre e custode inflessibile dei canoni classici dell'etica e dell'estetica, vede incrinarsi l'ordine rigoroso su cui ha fondato la propria vita. L'apparizione di Tadzio, adolescente polacco di una bellezza assoluta e impietosa, innesca una passione silenziosa e devastante, che conduce Aschenbach verso una progressiva perdita di controllo e di dignità.
Con La morte a Venezia Thomas Mann offre uno dei ritratti più alti e inquietanti della crisi della cultura borghese novecentesca, fondendo perfezione formale, simbolismo e analisi psicologica. Il conflitto tra arte e vita, tra disciplina e desiderio, tra misura e abbandono, si risolve in una vicenda tragica immersa in un'atmosfera di disfacimento e seduzione, sullo sfondo di una città insieme luminosa e putrescente. Un capolavoro assoluto della letteratura europea, in cui la bellezza diviene richiamo fatale e soglia verso l'ignoto.