Questo racconto, tratto da una storia vera, parla di un uomo nato nell'estrema punta est della Lombardia, in un paesino in provincia di Mantova, Revere.
Borgo di cultura contadina che, dopo i primi anni sessanta, ha visto svanire il boom economico per cui molti ragazzi, un po' come oggi, sono stati costretti ad emigrare pur rimanendo legati alle proprie radici e ai luoghi dove sono cresciuti sia fisicamente, sia per la fucina di esperienze che hanno vissuto.
Le cose semplici di una volta che si trasformano in fotografie perenni conservate nei cassetti della memoria.
Lucio Benedusi nasce a Revere nel 1955.
Autodidatta, è animato da una forte carica creativa che lo porta a cimentarsi nella scrittura.
Compone testi teatrali e fonda la compagnia del teatro instabile di Revere.
La sua produzione letteraria, molto genuina, racconta con sguardo disincantato e ironico la realtà di tutti i giorni.
Le sue commedie mettono a nudo dinamiche familiari, rapporti interpersonali, problematiche sociali con un apparente distacco, marcato da una sottile ironia, nonostante appaia evidente uno spiccato taglio autobiografico.
E' notevole la sua capacità di caratterizzazione dei personaggi, uomini e donne di tutti i giorni alle prese con le difficoltà di chiunque, come lui, non abbia avuto vita facile soprattutto in relazione all'ambientazione storica delle sue opere.
Ultimamente, pur dedicandosi ancora alla stesura di testi teatrali, si cimenta in una produzione variegata che va dalla composizione di poesie alla scrittura di testi come quello che il lettore avrà il piacere di conoscere in queste pagine.