In un paesino sulle coste del Mediterraneo, un paradiso di silenzio, mare e orchidee, giunge per la prima volta un turista. L'uomo, in realtà, si scoprirà essere un imprenditore del Nord deciso a trasformare Fior d'orchidea, questo il suggestivo nome del borgo, in un centro turistico di tendenza.
Per il sindaco l'offerta è allettante, tanto da dover infine cedere, anche nella speranza di un ritorno dei tanti giovani emigranti, compreso suo figlio. Ma la ricchezza, che pure arriva, porta con sé non pochi problemi fino a un tracollo dagli esiti fantastici e imprevedibili.
Per giunta, la storia si muove in una cornice futuristica invitando tutti ad avere rispetto per l'ambiente prima di arrivare al limite estremo, fantastico nel racconto eppure reale se visto in prospettiva, di dover abbandonare la Terra dopo averla degradata e distrutta, ma con il rischio di commettere gli stessi errori su altri pianeti. Quasi che l'uomo sia davvero l'unico vero virus per sé stesso e ogni possibile mondo che si trovi a vivere. Unico rimedio a questo virus la fantasia che sa farci tornare alla purezza di bambini rieducandoci al bene per il nostro stesso domani.