La Bretagna è simile a un trampolino, un'enorme penisola protesa nell'Atlantico: a nord comincia dalla baia di Mont Saint Michel e a sud, sotto Nantes, città principale, confina con il Poitou. Ma è soprattutto la sua parte occidentale, che accolse la più cospicua migrazione di popolazioni celtiche, dove man mano si assottiglia nell'immensità dell'Atlantico, che con le forze e i capricci di madre natura a Brest ha creato un perfetto porto naturale che ispira mistero. Le coste si estendono per 2.700 chilometri, dove si alternano spiagge sabbiose, rocce scolpite e isole dimenticate, mentre l'oceano rimane il direttore di questa orchestra perfetta composta da cultura, storia, miti e leggende. Per gli antichi Romani era la "finis terrae", la fine della terra. Oltre le spiagge, gli scogli, i faraglioni, solo l'ignoto, avvolto da oscure leggende popolate da strane creature. Il nome Bretagna deriva da quello del popolo bretone, che vi si installò fuggendo dalla nativa Britannia, l'attuale Gran Bretagna, e chiamò (piccola) Britannia la penisola che avevano occupato. Avvolta dalle leggende sui Celti e dalla storia mitologica delle Isole britanniche e della Bretagna, il noto "ciclo arturiano" o "ciclo bretone", che riguarda le avventure di re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda. Qualcuno narra che l'unione delle due Bretagne era uno dei principali obiettivi di Artù. Oggi, la Bretagna è semplicemente la terra più occidentale del Vecchio Continente, ma visitandone le città, le foreste e i paesaggi in riva all'oceano si respira un'aria ancora intrisa di arcano, oscurità, culto e segretezza. Sembra che in questa regione francese con una propria e forte identità, la realtà terrena conviva armoniosamente con miti arcaici e migliaia di leggende. E tutto questo, grazie alla suggestione della natura.